06 feb

…scrivi una parola o frase che descriva il corso che hai appena frequentato…

07 gen

Oggi 7 gennaio

Oggi è il 7 gennaio è per la maggior parte di noi è l’inizio ufficiale del 2016.

In questi giorni di partenza per il nuovo anno ho in mente due citazioni:
“Una buona parte degli atti vandalici sulle auto in sosta è fatta da persone anziane invecchiate male”—due agenti di polizia udinesi;

“Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a qualcun altro. La vera nobiltà è essere superiore a chi eravamo ieri.”—Ernest Hemingway.
Alcuni miei corsisti hanno spesso dato per scontato che adesso vivono meglio e si sentono più sereni di quando erano più giovani perché sono maturati e lasciano andare più cose rispetto un tempo, quasi fosse una cosa naturale e fisiologica.
Non sono d’accordo. Solo alcune persone decidono di trasformare in esperienza quello che accade nella loro vita in modo da fare accadere cose diverse in futuro. Altre invece scelgono di continuare a fare le stesse cose anche se non è più conveniente o nei casi peggiori trasformarsi in vittime di qualcosa o qualcuno verso cui sfogarsi.
Sentirsi meglio con se stessi è una scelta.
I buoni propositi di inizio anno hanno o scopo di darci prospettive e stimoli nuovi per essere migliori di quello che eravamo l’anno scorso.
Non importa se una parte di questi buoni propositi andrà a farsi benedire: pazienza. L’importante è l’atteggiamento che decidiamo di avere giorno per giorno.
Quello che ti auguro per tutto questo 2016 è di renderti conto e di goderti ogni piccolo passo che farai verso quello che per te è importante per essere una persona migliore di ieri.
08 dic

Gestione delle emozioni: un ponte e un’altalena

Immagina un’altalena dondolare:

  • quando va avanti hai il controllo della situazione e puoi decidere se inibire quanto ti sta dicendo un’emozione.
  • quando è indietro comanda l’emozione.

Un esempio del primo caso si presenta quando stai sbrigando una noiosa ma necessaria faccenda domestica e resisti alla a qualche distrazione come scambiare un messaggio con qualcuno per posticipare il tuo lavoro.

Nel secondo caso invece provi rabbia nei confronti nei confronti di una persona e la mandi a quel paese anche se sai che questo non risolverà la situazione nel lungo periodo. (Ogni tanto ci vuole, ma certe volte è meglio agire con più cautela e aspettare di essere più calmi prima di affrontare la situazione).

La metafora dell’altalena è perfetta perché è impossibile essere avanti e indietro contemporaneamente. O gestisci la situazione (corteccia prefrontale) o ti lasci andare (amigdala-sistema limbico).

Un primo trucco per gestire meglio le emozioni quindi è attivare la parte razionale quando ci si rende conto di essere travolti dall’emozione e il metodo più semplice è quello di contare mentalmente alla rovescia dal 100, togliendo 7 fino ad arrivare a 2. (100,93,86,79,…).
Bastano 2 minuti. Le sostanze chimiche nel sangue come il cortisolo ad esempio hanno il loro effetto per 2 minuti circa. Se una persona si lascia prendere dall’emozione, continua fare elucubrazioni mentali che mantengono alta l’eccitazione del sistema limbico (altalena indietro).
Contare alla rovescia in questo modo blocca i pensieri viziosi, porta l’altalena avanti, e non rigenera la produzione chimica di sostanze che spingono all’azione basata principalmente sull’emotività.

Più ti alleni ad inibire le emozioni che ti allontanano da tuo obiettivo, più sarai forte in futuro e più accrescerà tua autostima.

mybrainhurts

Fonte immagine ritholtz.com

Ora immagina un ponte tra l’emisfero destro e sinistro del nostro cervello.
L’emisfero destro è la parte olistica, quella che gestisce un grandissimo numero di informazioni alla volta ma non vede il dettaglio.
L’emisfero sinistro è la parte razionale che prende pochi dati di informazione alla volta ma ne ha il controllo.
Il corpo calloso è il ponte che collega i due emisferi.

L’emozioni generano delle sensazioni.

Un secondo trucco è trasformare in parola (sinistro-analitico) quello che senti (destro olistico).
Test in tempo reale sul cervello con la risonanza magnetica funzionale, fMRI, hanno mostrato che nel momento in cui una persona nomina la propria emozione si abbassa l’eccitazione del sistema limbico e consente così di:

  • prendere consapevolezza del messaggio dell’emozione;
  • gestire questa informazione e agire con più facilità in base a ciò che è veramente importante per la persona stessa.

E.G. L’emozione mi dice di mandare a quel paese (o probabilmente peggio) il mio capo. Prendo consapevolezza e dico tra me e me che provo rabbia poi conto alla rovescia partendo dal 100 togliendo 7 alla volta. Passati quei due minuti, mi rendo conto della differenza tra il momento di rabbia e adesso. Inizio a pensare ad una strategia per affrontare la situazione.

Più ti alleni a nominare le emozioni, più il ponte del corpo calloso faciliterà questo tipo di passaggio.

Concludo con questa frase che ho letto su una dispensa di un corso di qualche anno fa:
“Le emozioni sono ottime consigliere ma pessime padrone”.

06 giu

Fiducia in se stessi (un trucco)

passati presente futuro

In questo ultimo periodo mi sono trovato spesso ad avere paura.

La paura è un’emozione particolare perché non vive mai il presente ma è sempre riferita agli effetti di un potenziale e incerto futuro (magari condito dal giudizio altrui). Fare sempre le stesse cose, anche se a volte frustranti, riduce incertezza e paura. Inoltre un’abitudine richiede poco sforzo cognitivo rispetto a qualcosa di nuovo. Read More

02 mag

Sono come sono oppure chi altro?

sono come sono aglazzari

Da quando ho memoria ho sempre ricevuto questi due (alle volte incongruenti) messaggi riguardo chi è meglio che io sia:

  • me socialmente ideale
  • me stesso

Il me socialmente ideale è quella persona che rispetta le regole e le aspettative del contesto sociale in cui si trova: andare a scuola e studiare quella cosa che darà un lavoro in futuro, mettere su famiglia ed avere una casa, avere una lavoro, essere eterosessuale, andare in chiesa la domenica, avere una macchina, eccetera, eccetera. Read More

18 apr

Centrati: le tue emozioni da padrone diventano consigliere

Qualche anno fa sentii dire “le emozioni sono ottime consigliere ma pessime padrone” e questa frase mi rimase impressa. Le emozioni ci portano (o alle volte costringono) a reagire ad uno stimo velocemente ed in maniera automatica. Questa è una risorsa, ma alle volte invece sembra essere un blocco incredibilmente potente.

Succede questo quando voglio prendere una decisione importante ma la paura mi impedisce di portarla avanti, quando mi prendo un impegno ma non lo porto a termine perché provo stanchezza o motivazione insufficiente (raggiungere il peso forma, finire un lavoro importante, eccetera).

Read More

12 apr

Non pensare a niente…facile…

parole

 

Non sono qua per dire se è possibile o meno non pensare a niente.

Quello che so però è che i nostri pensieri contribuiscono a creare le nostre emozioni e noi possiamo quindi gestire i nostri pensieri (e conseguentemente influenzare le nostre emozioni) attraverso il dialogo interno e quello che immaginiamo.

Alle volte però ci troviamo ad avere pensieri che ci fanno stare male provando ad esempio rancore, rabbia, sensi di colpa, eccetera, che per quanto utili siano per spingerci ad affrontare una determinata situazione, spesso invece ci bloccano e creano circoli viziosi che ci generano uno stato d’animo depotenziante.

Cosa fare allora?

Read More

05 apr

Sei mai stato a Gattaca? Ecco un trucchetto per andarci.

Gattaca è un ente spaziale per missioni interplanetarie da cui prende il titolo del film.

Il protagonista, Vincent, è una persona normale che vive in un mondo dove la discriminazione offre opportunità solamente a chi è stato reso perfetto nel momento del concepimento per merito di una selezione di cellule embrionali della madre e del padre.

Per normale intendo frutto del caso.

Read More

Translate »